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A TERR NG'E' E NANN A' VOLN DA'
(LA TERRA C'E' E NON VOGLIONO DARCELA)
ottava pagina


Questa battuta del PAD viene vissuta dai contadini come una provocazione; essi si avventano su di lui e gli portano via il fucile. A questo punto la luce in scena diventa intensa.

V. REC.:











(La luce è, ora, tutta concentrata sul suo volto)
La ricetta, in realtà, non era una ricetta. Era la richiesta di internamente coatto in manicomio. In sostanza, secondo il medico, il Laterra Francesco, di professione bracciante, era affetto da gravi disturbi mentali, pericolosi per sé e per l'incolumità degli altri. Qui da noi, coerentemente a quello che stava accadendo al Governo e in Prefettura a Matera, si ricorreva ad ogni mezzo, minaccia o ricatto, per non rispettare i Decreti Gullo... per non rispettare la Legge. Il Prefetto Rutigliano richiamava alla "buona volontà" e alla "comprensione" i contadini e i braccianti invitandoli ad "accordi amichevoli" con i feudatari padroni. Il paternalismo di Rutigliano fu accolto dai latifondisti come un invito a resistere ai comunisti e fu organizzata una vera e propria rete di protezione fatta da sindaci, comandi di polizia, clero e benpensanti.


V. F. C. 1:

Hanno occupato la terre a Irsina!


V. F. C. 2:

A Montescaglioso / Grassano

V. F. C. 3:

Hanno occupato le terre a Stigliano e pure a San Mauro Forte!

V. REC.:








Ma giungevano notizie di lotte da tutti i paesi della Provincia che incoraggiavano i braccianti. In tutti loro c'era eccitazione e, allo stesso tempo, timore di essere attaccati dalla polizia in ogni momento, in paese mentre si discuteva nella camera del lavoro o mentre si andava in campagna o si lavorava la terra. Giungevano notizie di contadini in lotta ma anche di truppe di polizia in movimento. Tanti, tanti bisognava essere e allora anche i più scettici, anche quelli che di comunismo non avevano mai sentito parlare, scendevano nei campi a dare manforte, a controllare, a confortare, ad incoraggiare.


 

Seguito

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